Via col vento (1939)

gone-with-the-wind-1200-1200-675-675-crop-000000Chissà’ come avevo superato i 40 anni senza mai vedere Via col vento, dovevo colmare questa lacuna per due ragioni in particolare, la musichetta di Vespa e scoprire in che scena viene detta la celebre “Domani e’ un altro giorno”. Della trama non sapevo sostanzialmente niente, ora so che il film e’ un colossal di 3 ore e 40 che ruota attorno a Scarlett O’Hara, a partire dalla sua giovinezza vissuta nella piantagione di famiglia in Georgia, passando per un primo matrimonio, la distruzione e la morte portati dalla guerra civile, poi la ricostruzione, un secondo matrimonio a cui ne seguirà anche un terzo (quest’ultimo finalmente intenso ma non molto tranquillo).

Devo confessare che in lingua originale ho capito una parola su due ad andar bene, troppo forte l’accento del sud e che mi son perso una mezz’oretta causa pennichella durante la seconda parte, quella dove praticamente non succede più niente e diventa tutto molto sentimentale. Ma molte scene son davvero potenti, tanti paesaggi da cartolina e gli attori fantastici. Mi ha sorpreso che nel 1939 si potesse fare un film cosi dichiaratamente nostalgico (il Gone with the wind e’ riferito alla fine di una “civilta’” a causa della guerra civile, come narrato nei titoli d’apertura) e come sono cambiati i canoni di bellezza, dal Clark Gable dell’epoca ai fighetti di oggi.

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Plainsong, Kent Haruf, 5 stelline

818uhlxSWmLSe Roddy Doyle in copertina la descrive come “Quietly magnificent, mesmerising”, chi sono io per dissentire? E’ uno di quei libri dell’America profonda e rurale (Spoon river l’archetipo, Stoner il più recente che ho letto), che esalta nel bene e nel male le molte anime degli uomini, in questo caso i cittadini della cittadina di Holt, in Colorado. La figura principale e’ Tom, insegnante d’inglese, lasciato dalla moglie che soffre di depressione, e che cerca di crescere i suoi due figli Ike e Bobby. Ma il romanzo si sviluppa intorno a Victoria, un’alunna di Tom che quando rimane incinta viene allontanata da casa dalla madre alcolizzata. C’e’ tanto dolore e cattiveria ma anche pieta’ e compassione . Il romanzo e’ scritto con uno stile distaccato, che sembra dare dignità’ agli sforzi dei protagonisti nel non piegarsi al destino ma che manca dell’energia e della forza per portare ad un vero cambiamento.

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Qualcosa e’ cambiato

spalletti.inter_.riscone.2018.750x4501-e1499634343914-610x400L’Inter della scorsa stagione: palla a Miranda, qualche passettino, lancio lungo nel vuoto; palla a Miranda, passaggio a Murillo, che la passa ad Handa che rilancia lungo nel vuoto; palla a Miranda, appoggio su Kondo, tre secondi per controllare la palla, scarico su D’Ambrosio che si ritrova tre uomini addosso, ritorno a Miranda, lancio lungo nel vuoto.

Era un’Inter di scarponari, i cui limiti tecnici creavano problemi a catena, manovra lenta, palle perse etc, e per fortuna i piedi quadri di Kondo, Murillo, Medel non si vedranno più a San Siro. Al posto di Kondo c’e’ Vecino, che non sara’ un fenomeno ma la palla la sa passare, e al posto di Murillo c’e’ Skriniar, che si e’ finora dimostrato una roccia dai piedi buoni.

Al posto di Banega, genio part-time, c’e’ Borja Valero, un giocatore fantastico arrivato pero’ con 4 anni di ritardo. La’ davanti siamo rimasti con i pregi e difetti dell’anno scorso, un bomber che gioca da solo, un 10 adattato (JM, Brozo), due ottime ali, Perisic e Candreva, che in teoria quest’anno dovrebbero avere ricambi un po’ più incisivi di Gabigol (i nuovi arrivi Cancelo e Karamoh). Se fossi stato io il DS avrei preso un terzino stile usato sicuro come Kolarov e avrei proposto alla Roma JM per Nainggolan

Pregi

Ridotto il grado di schizofrenia, ambiente più stabile e tranquillo
Difesa migliorata
Gente più tecnica ed intelligente (calcisticamente)

Difetti

Difesa corta
Manca un vero n. 10
Terzini deboli

Verdetto

Inter, Milan, Roma e Lazio son tutte li’, ma quest’anno abbiamo qualche ragionevole speranza in più di giocarcela per il terzo posto.

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Campionato nuovo, doppio pronostico

C’e’ stata una grande novità scaturita dal calciomercato, il Milan spendaccione, che può essere la scheggia impazzita del campionato, per il resto si e’ mosso poco mi sembra. Di solito faccio pronostici tifosi, questa volta ne faccio anche uno più logico.

Pronostico razionale

1 – Juve: ha perso qualità in difesa (Bonucci, Dani Alves) compensando con sostanza in mezzo (Matuidi) e fantasia in attacco (Costa, Berna), in sostanza mi sembra ancora (purtroppo) la più forte

2- Napoli: stessa squadra, simile risultato

3- Milan: chi può prendersi la possibilità di farlo fallire? Deve centrare la Champions ad ogni costo e con qualche aiuto ce la farà. Ha un’ottima spina dorsale con Donna-Bonucci-Biglia.

4- Roma: E’ partito Salah che faceva la differenza, ma a centrocampo mi sembrano ancora più forti dell’Inter e Kolarov l’avrei voluto all’Inter.

5- Inter: Finalmente più qualità (Valero, Skriniar) e meno scarponi (Kondo, Murillo, Medel), migliori rispetto al passato ma ancora sotto la Roma.

 

Pronostico tifoso

1- Napoli: con la Juve un po’ meno solida e dopo un anno di apprendistato del metodo Sarri questa e’ la loro chance

2- Juve: soffriranno la VAR e la mancanza di qualità ad inizio azione

3- Inter: niente coppe, un grande Perisic, Spalletti che insegna ad Icardi come giocare con la squadra, Joao Mario che segna, Skriniar che non ripete le cappellate di Murillo, sarà una stagione a sorpresa.

4- Milan: come sopra, non possono fargli fallire la Champions senza rischiare la serie C

5- Roma: il gioco di De Fra ed il peso della Champions si rivelano troppo dispendiosi per Strootman e De Rossi.

 

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Middlesex, jeffrey eugenides, 4 stelline

E’ sempre un piacere leggere un romanzo di Eugenides (the virgin suicides il più conosciuto penso), grande intelligenza e con una grande cultura, appassionato ai suoi personaggi, si cura di farci entrare nella loro testa per condividere le loro sensazioni e le loro emozioni.

Statue on black background showing a greek mythical museQua racconta la lunga storia di Calliope, prendendola un po’ lunga partendo dalla Grecia e dai suoi nonni, che dalla Grecia devono fuggire a causa di un attacco turco (di cui non sapevo niente, beata ignoranza, come non sapevo dei “riots” di Detroit negli anni 60 a cui sono dedicate diverse pagine, si impara sempre qualcosa dai romanzi di Eugenides) rifugiandosi da una cugina negli Stati Uniti. Calliope ha un difetto genetico che alla nascita la fa scambiare per una bambina, quando in realtà e’ un maschio, ma di questo Cal e la sua famiglia si accorgeranno solo molto anni dopo.

E’ un romanzo sull’identità (sessuale soprattutto), con Cal intersex, i suoi nonni che si sposano (spoiler!!!) sulla nave per l’America in segreto in quanto in realtà fratello e sorella, la zia lesbica non dichiarata, e anche sulla cultura greca, classica e moderna e sui rapporti famigliari. Mi ha appassionato un po’ meno di altri romanzi di Eugenides, forse per me e’ un’argomento un po’ astratto non avendo esperienza diretta di questioni come l’orientamento sessuale/gender etc.

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22/11/63, Stephen King, 4 stelline

kingDa pischello ho divorato i libri di Stephen King ad un ritmo mostruoso, con l’eta’ ho notevolmente rallentato ma continuo a cadere in tentazione quando ricevo un nuovo titolo in regalo a Natale o per un compleanno. L’ultimo cedimento e’ stato per 22/11/63 (o 11/22/63 in originale, che gli americani usano le date al contrario) che racconta il tentativo di un viaggiatore nel tempo di prevenire l’assassinio di JFK. Come spesso accade con Stephen King, le premesse sono decisamente sgangherate, in questo caso e’ un tipo, Jake Epping, insegnante di una scuola superiore del Maine, che scopre che nel retrobottega di un pub c’e’ una porta del tempo che si apre sul 1958, decidendo cosi’ di sfruttarla per fermare Oswald e sventare l’attentato al presidente. L’altra cosa che un po’ mi perplime dei suoi romanzi sono i dialoghi, che nella traduzione in Italiano mi suonano spesso poco naturali, forse perché i personaggi usano costruzioni molto americane o perché suonano più furbi ed intelligenti di come la gente si esprime in realtà.
Un punto interessante della trama e’ che sembra esserci una forza conservatrice che si oppone alla modifica del passato, e più grande il cambiamento più intensa sembra essere l’opposizione, cosi’ che prevenire l’attentato di JFK si rivelerà un’impresa disperata. Ma sono sopratutto i personaggi che danno spessore al romanzo, ed in questo secondo me davvero Stephen King e’ maestro, inventandosi personaggi di comune umanità ma dal carattere forte ed con una individualità marcata ma credibile, per cui non si può non fare il tifo. Long live the King!

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Santa

Ho provato a testare la fede in Babbo Natale della mia piccola quattrenne Olivia, chiedendole come faceva ad entrare Santa a casa nostra dove non c’e’ il camino. Olivia: “Ma papa’, entra dalla porta, no?”

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