Qualcosa e’ cambiato

spalletti.inter_.riscone.2018.750x4501-e1499634343914-610x400L’Inter della scorsa stagione: palla a Miranda, qualche passettino, lancio lungo nel vuoto; palla a Miranda, passaggio a Murillo, che la passa ad Handa che rilancia lungo nel vuoto; palla a Miranda, appoggio su Kondo, tre secondi per controllare la palla, scarico su D’Ambrosio che si ritrova tre uomini addosso, ritorno a Miranda, lancio lungo nel vuoto.

Era un’Inter di scarponari, i cui limiti tecnici creavano problemi a catena, manovra lenta, palle perse etc, e per fortuna i piedi quadri di Kondo, Murillo, Medel non si vedranno più a San Siro. Al posto di Kondo c’e’ Vecino, che non sara’ un fenomeno ma la palla la sa passare, e al posto di Murillo c’e’ Skriniar, che si e’ finora dimostrato una roccia dai piedi buoni.

Al posto di Banega, genio part-time, c’e’ Borja Valero, un giocatore fantastico arrivato pero’ con 4 anni di ritardo. La’ davanti siamo rimasti con i pregi e difetti dell’anno scorso, un bomber che gioca da solo, un 10 adattato (JM, Brozo), due ottime ali, Perisic e Candreva, che in teoria quest’anno dovrebbero avere ricambi un po’ più incisivi di Gabigol (i nuovi arrivi Cancelo e Karamoh). Se fossi stato io il DS avrei preso un terzino stile usato sicuro come Kolarov e avrei proposto alla Roma JM per Nainggolan

Pregi

Ridotto il grado di schizofrenia, ambiente più stabile e tranquillo
Difesa migliorata
Gente più tecnica ed intelligente (calcisticamente)

Difetti

Difesa corta
Manca un vero n. 10
Terzini deboli

Verdetto

Inter, Milan, Roma e Lazio son tutte li’, ma quest’anno abbiamo qualche ragionevole speranza in più di giocarcela per il terzo posto.

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Campionato nuovo, doppio pronostico

meteorina 2C’e’ stata una grande novità scaturita dal calciomercato, il Milan spendaccione, che può essere la scheggia impazzita del campionato, per il resto si e’ mosso poco mi sembra. Di solito faccio pronostici tifosi, questa volta ne faccio anche uno più logico.

Pronostico razionale

1 – Juve: ha perso qualità in difesa (Bonucci, Dani Alves) compensando con sostanza in mezzo (Matuidi) e fantasia in attacco (Costa, Berna), in sostanza mi sembra ancora (purtroppo) la più forte

2- Napoli: stessa squadra, simile risultato

3- Milan: chi può prendersi la possibilità di farlo fallire? Deve centrare la Champions ad ogni costo e con qualche aiuto ce la farà. Ha un’ottima spina dorsale con Donna-Bonucci-Biglia.

4- Roma: E’ partito Salah che faceva la differenza, ma a centrocampo mi sembrano ancora più forti dell’Inter e Kolarov l’avrei voluto all’Inter.

5- Inter: Finalmente più qualità (Valero, Skriniar) e meno scarponi (Kondo, Murillo, Medel), migliori rispetto al passato ma ancora sotto la Roma.

 

Pronostico tifoso

1- Napoli: con la Juve un po’ meno solida e dopo un anno di apprendistato del metodo Sarri questa e’ la loro chance

2- Juve: soffriranno la VAR e la mancanza di qualità ad inizio azione

3- Inter: niente coppe, un grande Perisic, Spalletti che insegna ad Icardi come giocare con la squadra, Joao Mario che segna, Skriniar che non ripete le cappellate di Murillo, sarà una stagione a sorpresa.

4- Milan: come sopra, non possono fargli fallire la Champions senza rischiare la serie C

5- Roma: il gioco di De Fra ed il peso della Champions si rivelano troppo dispendiosi per Strootman e De Rossi.

 

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Middlesex, jeffrey eugenides, 4 stelline

E’ sempre un piacere leggere un romanzo di Eugenides (the virgin suicides il più conosciuto penso), grande intelligenza e con una grande cultura, appassionato ai suoi personaggi, si cura di farci entrare nella loro testa per condividere le loro sensazioni e le loro emozioni.

Statue on black background showing a greek mythical museQua racconta la lunga storia di Calliope, prendendola un po’ lunga partendo dalla Grecia e dai suoi nonni, che dalla Grecia devono fuggire a causa di un attacco turco (di cui non sapevo niente, beata ignoranza, come non sapevo dei “riots” di Detroit negli anni 60 a cui sono dedicate diverse pagine, si impara sempre qualcosa dai romanzi di Eugenides) rifugiandosi da una cugina negli Stati Uniti. Calliope ha un difetto genetico che alla nascita la fa scambiare per una bambina, quando in realtà e’ un maschio, ma di questo Cal e la sua famiglia si accorgeranno solo molto anni dopo.

E’ un romanzo sull’identità (sessuale soprattutto), con Cal intersex, i suoi nonni che si sposano (spoiler!!!) sulla nave per l’America in segreto in quanto in realtà fratello e sorella, la zia lesbica non dichiarata, e anche sulla cultura greca, classica e moderna e sui rapporti famigliari. Mi ha appassionato un po’ meno di altri romanzi di Eugenides, forse per me e’ un’argomento un po’ astratto non avendo esperienza diretta di questioni come l’orientamento sessuale/gender etc.

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22/11/63, Stephen King, 4 stelline

kingDa pischello ho divorato i libri di Stephen King ad un ritmo mostruoso, con l’eta’ ho notevolmente rallentato ma continuo a cadere in tentazione quando ricevo un nuovo titolo in regalo a Natale o per un compleanno. L’ultimo cedimento e’ stato per 22/11/63 (o 11/22/63 in originale, che gli americani usano le date al contrario) che racconta il tentativo di un viaggiatore nel tempo di prevenire l’assassinio di JFK. Come spesso accade con Stephen King, le premesse sono decisamente sgangherate, in questo caso e’ un tipo, Jake Epping, insegnante di una scuola superiore del Maine, che scopre che nel retrobottega di un pub c’e’ una porta del tempo che si apre sul 1958, decidendo cosi’ di sfruttarla per fermare Oswald e sventare l’attentato al presidente. L’altra cosa che un po’ mi perplime dei suoi romanzi sono i dialoghi, che nella traduzione in Italiano mi suonano spesso poco naturali, forse perché i personaggi usano costruzioni molto americane o perché suonano più furbi ed intelligenti di come la gente si esprime in realtà.
Un punto interessante della trama e’ che sembra esserci una forza conservatrice che si oppone alla modifica del passato, e più grande il cambiamento più intensa sembra essere l’opposizione, cosi’ che prevenire l’attentato di JFK si rivelerà un’impresa disperata. Ma sono sopratutto i personaggi che danno spessore al romanzo, ed in questo secondo me davvero Stephen King e’ maestro, inventandosi personaggi di comune umanità ma dal carattere forte ed con una individualità marcata ma credibile, per cui non si può non fare il tifo. Long live the King!

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Santa

Ho provato a testare la fede in Babbo Natale della mia piccola quattrenne Olivia, chiedendole come faceva ad entrare Santa a casa nostra dove non c’e’ il camino. Olivia: “Ma papa’, entra dalla porta, no?”

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The left Hand of Darkness – Ursula LeGuin, 4 stelline

thelefthandofdarknessLa copertina lo descrive come un classico della fantascienza, io il libro e l’autrice in realtà non li avevo mai sentiti, pero’ sul volo di ritorno dalla nostra ultima vacanza il mio vicino, un neo-universitario al primo anno di antropologia a Bristol mi ha assicurato che negli UK il libro e’ in effetti conosciuto e, secondo il suo parere, bello e “thought provoking”.
Ed in effetti se la parte fantascientifica a me e’ parsa fare più che altro da copertina quello che interessa all’autrice e’ invece l’esplorazione ed il rapporto col diverso ed e’ proprio con questo che la narrazione decolla.
Il romanzo racconta di un inviato di una coalizione interplanetaria in missione su un piccolo e freddo pianeta, “Inverno”, per convincerne gli abitanti ad entrare nel magnifico e progressivo club spaziale.

A complicare la missione ci sono un paio di fattori. In primis, la popolazione di Winter e’ molto simile a quella umana ma e’ di un solo sesso, diventa attiva sessualmente solo per qualche giorno al mese, quando si accoppia con un partner scelto al momento e al termine del quale ci si puo’ scoprire madri o padri.
L’altra particolarità di “Inverno” e’ che come s’intuisce dal nome, fa sempre un gran freddo, buona parte del pianeta e’ ricoperto da ghiacciai e le temperature salgono sopra lo zero solo per qualche mese all’anno. Perlomeno, non sembra piovere sempre come in Inghilterra. Ma il clima proibitivo ha avuto un’influenza profonda sui popoli d’”Inverno”, rallentando il progresso tecnologico e rendendoli piuttosto cauti, in quanto in quelle condizioni estreme una mossa falsa può essere catastrofica. Ed e’ quindi con molta cautela e diffidenza che l’inviato spaziale viene accolto sul gelido pianeta, e per far breccia nella popolazione dovrà passarne di tutti i colori e sopratutto guadagnarsi la fiducia di un brillante ministro della corte del re. Ed e’ nel racconto del rapporto fra l’inviato ed il ministro, il confronto fra i modi di pensare ed il superamento delle barriere culturali che il romanzo diventa brillante e “thought provoking”, una piccola gemma, un classico della fantascienza.

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Memorie di un turista in Islanda

Mi ricordo che quand’ero piccolo il campionato cominciava più tardi, e lo stesso per le coppe europee, cosi’ che almeno l’estate era zona franca. Ed ora invece e’ appena meta’ settembre e abbiamo gia’ perso in coppa contro una squadra israeliana trascinata dal centravanti di sfondamento Maramao, in campionato perso contro il Chievo e abbiamo strappato un pareggio in rimonta in casa col Palermo. I ricordi della giovinezza son piacevoli non solo perché si era giovani ma anche perché le cose andavano effettivamente meglio, mi sa’. Comunque, forza Inter!

Mi ricordo anche che per le mie prime vacanze indipendenti non prenotavo mai niente ma ero sicuro che in un modo o nell’altro un posto per dormire lo si sarebbe trovato (a Chicago una volta siamo finiti in un hotel da B-movie con un anziano addetto alla chiusura della porta dell’ascensore che ci portava al 5 piano, ed una camera divisa in due locali ma di cui solo uno utilizzabile perché l’altro puzzava troppo (meglio non immaginare di che cosa)). Ora invece che in vacanza ci andiamo coi bimbi mi preoccupo sempre un po’, anche se tutto e’ sempre prenotato con largo anticipo e pianificato. Questa volta poi che si andava in Islanda ero preoccupato al cubo: fara’ troppo freddo? piovera’ sempre? qualche b&b ci dara’ buca e dovremo dormire in macchina? troveremo negozi dove comprare un panino? forse era meglio noleggiare una Jeep? L’Islanda in realtà si rivelerà meno remota di quanto temuto e tutto e’ filato liscio, l’unica volta in cui abbiamo rischiato di patire la fame e’ stato fra tutti i posti  proprio Reykjavik, dove mi son perso in un quartiere residenziale e non riuscivo più ad uscirne.

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Fra le cose memorabili, in nessun ordine particolare: le hostess della WOW air; la notte alla farmhouse di Arbakki passata nell’hot tub nell’attesa di vedere le northern lights (visto niente) sorseggiando birra al miele (terribile); Samuele che la mattina si sveglia e dice: “Chi mi ha messo in questo letto?”; le decine di balene viste durante il giretto in barca in una splendida giornata di sole; i bimbi che corrono sulla spiaggia deserta di Grundarfjordur, coi cavalli al trotto all’orizzonte; lo zolfo dei geysers e delle docce nel sud-ovest dell’isola; le montagne che si ergono dal nulla, maestose e piatte; le 5000 corone buttate nel tentativo di fare il pieno alla pompa automatica ma sbagliando decisamente il cambio; Olivia che si mangia il ghiacciolo di un iceberg, sulla barca anfibio della laguna di Jokulsarlon con guida di San Marino; Olivia che dice “Questo e’ il giorno più bello della mia vita” o “Questo e’ il giorno più brutto della mia vita” a seconda che in macchina le facevamo vedere i cartoni dei Puffi sul tablet o meno; Olivia che mi dice: “Papa’, mi hai fatto perdere la pazienza”, o “Papa’, un po’ di pazienza” quando la mattina le dicevo di finire il latte; Samuele preoccupato dai vulcani; l’aspra competizione ad “Arriva un bastimento carico carico di…” in macchina; le tagliatelle alle langoustine del ristorante di Eyrarbakki; le cascate; le foche; l’enorme ghiacciaio visto nella tormenta, forse il momento più remoto della visita in Islanda, solo io e un palermitano da cui mi faccio fare una foto; i vulcani, nessuno in eruzione per fortuna; le chiacchierate con gli autoctoni su Euro 2016 e la storica Islanda-Inghilterra e le vacanze in Italia, da fare a settembre-ottobre; i cartelli stradali per segnalare la presenza di una fattoria; e tutto il resto che mi sto gia’ dimenticando.

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