Il giorno in cui i lumi si spensero?


Claudiopaga ironizza sulla razionalita’.


Chio commenta quel post e conclude con “mi dispiace ma davvero non ci trovo un filo logico”


Cris (non lo conoscete) mi scrive che “Questa comunque finira’ negli annali della stupidita’, perche’ al momento non ho altri aggettivi per definire la situazione americana”


Secondo me una “logica” c’e’: Bush (o meglio, Karl Rove, il suo mentore in materia elettorale) ha trasformato l’elezione in qualcosa che somiglia piu’ ad una dichiarazione di fede che ad una valutazione razionale dei fatti. Succede sempre e ovunque (specialmente quando le campagne elettorali si giocano sulle persone dei candidati piuttosto che su quel che vogliono fare), ma questa volta il “gioco” e’ riuscito particolarmente bene: Rove ha capito che ci sono piu’ americani che credono nella Vergine Maria e nell’interpretazione letterale della Genesi che nell’evoluzione darwiniana e nel Big Bang, ed ha giocato per avere i loro voti. Per costoro, che Bush abbia mentito e’ del tutto irrilevante, quello che conta sono i suoi saldi principi morali: quello che conta e’ la fede, che Bush rappresenti il Bene, non le opere. Grazie a costoro, ieri e’ stato “The day the Enlightenment went out”, la fine dell’illuminismo (titolo azzeccatissimo di un editoriale del New York Times).

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6 Responses to

  1. claudiopaga says:

    io pero’ vorrei capire quali valori morali puo’ avere un’amministrazione che come soluzione alla vergogna di abu ghraib ha vietato l’uso di videocamere e macchine fotografiche digitali ai militari, un’amministrazione che decide che ad alcuni esseri umani va applicata la convenzione di ginevra mentre altri non ne sono degni, etc, etc, etc

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  2. diatarniv says:

    Per me (e credo per te), nessuno.
    Ma come dico nel post, per buona parte di quelli che l’han votato i fatti sono irrilevanti (tanto piu’ quelli che segnali tu). Per loro quello che conta e’ la fede, non le opere: se parti dall’assunzione che Bush e’ il Bene e gli altri sono il Male, e’ ovvio che qualunque cosa Bush faccia e’ buona, anche se sul momento potrebbe non sembrarlo (mi viene in mente il Manzoni e la Provvidenza..). Sto volutamente esagerando, ma il meccanismo di base mi sembra questo. Mi torna sia con la “visione” un po’ da “popolo eletto” che gli americani hanno di se stessi, sia con certi meccanismi psicologici (tipo rifiutarsi di guardare i fatti perche’ non van d’accordo con i nostri desideri).

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  3. PlasticToy says:

    io cambierei il nome del blog in “questo fa molto male”

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  4. renton says:

    se ho capito bene voi state in america. qui, su repubblica di sabato, c’era un bell’articolo di serra sul fatto che il ‘popolo’ in quanto entità è sempre, comunque ed intrinsecamente di destra, in italia come negli stati uniti. ho paura che sia vero.

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  5. Chio says:

    capisco la tue teoria, ma da questo scaturisce che la “massa” non è un “essere pensante” – e questo mi fa paura

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  6. diatarniv says:

    Renton, claudiopaga sta negli USA, io in Olanda ma sono stato in USA fino a giugno, e continuo a seguire i loro giornali, radio, blog piu’ di quelli olandesi o italiani. L’articolo di Serra mi e’ sfuggito (hai per caso un link?), ma da quel che dici mi sembra + o – la tesi di Gramsci secondo la quale “le masse sono un serbatoio di reazione”.
    Io sono solo parzialmente d’accordo con questa tesi, ma non con quella secondo la quale le “masse” non sono un “essere pensante”. Pensano, in maniera diversa da quella dei singoli individui, ma pensano: il problema e’ che badano ancora di piu’ alle “emozioni” (in questo caso, la fede in una persona) piuttosto che alla razionalita’.

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