Ho appena finito di rileggere “Il Gattopardo”, l’avevo preso qualche mese fa alla Feltrinelli, sugli scaffali ne avevano esposta l’edizione speciale della collana di libri storici con la copertina originale (l’idea immagino sia: se andava bene allora perche’ cambiarla nel 2005?) e con un quadretto d’argento “50 anni feltrinelli”, ideato dal cover designer Albe Steiner, un tipo al quale deve piacere andare sul sicuro. L’ho riletto, dopo che me l’ero ritrovato in prima media come libro per le vacanze, assegnatomi da una bionda e giovane prof d’italiano che sarebbe stata sostituita l’anno seguente causa maternita’. Continuero’ a lungo a chiedermi quale bizzarro ragionamento possa sfociare nell’idea di far leggere un “Gattopardo” o di un “Cristo si e’ fermato a Eboli” ad un ragazzino di prima media, perlomeno quell’estate non dovetti fare lo sforzo di cercare il libro in biblioteca, che da mia nonna ne avevo presto recuperata una copia in un’elegante edizione della Famiglia Cristiana con immagine tratta dal film e copertina nera luccicante. La lettura naturalmente mi risulto’ difficilissima. Non e’ piacevole leggere senza capire una mazza, mi chiedevo di continuo chi fosse quel fesso che aveva avuto l’idea di trarne addirittura un film. Ecco, non ero sicuro di cosa diavolo stessi leggendo, avevo pero’ il ferreo proposito di mai incapparci, in quel film, neanche per sbaglio, cosa che effettivamente fino ad ora non e’ avvenuta. Ero anche convintissimo del giudizio da dare al libro: avevo iniziato da poco a tenere un piccolo archivio dei libri letti, con titolo, autore, genere, e voto. Per Il Gattopardo, implacabilmente, una sola stelletta, in una scala che andava da 1 a 5, con l’eccezione, se mi ricordo bene, de “L’ombra dello scorpione” di Stephen King, al quale pieno d’entusiasmo avevo assegnato 5 stelline e mezza (1/2 cioe’, non disegnavo improbabili mezze stelline).
La rilettura e’ stata un piacere, anche fisico, grazie alla goduriosa ironia di ogni pagina, alle fantastiche immagini della Sicilia dalle quali son sicuro non puo’ che scaturire un film perfetto (che, pero’, non ho mai visto). Mi ricordero’ a lungo del Principe di Salina che accalorato, sotto le lenzuola assieme alla moglie Stella, si tira un devastante pugno sulla gamba rischiando la frattura del ginocchio, di Angelica con la seta del corpetto ben tesa dai seni maturi, e dell’immagine che chiude il libro dell’impagliato Bendico’ che rivive per un ultimo istante mentre vola gettato dalla finestra per finire nel cassonetto dei rifiuti.

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6 Responses to

  1. Franca_B says:

    Buone letture 🙂

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  2. anonimo says:

    A volte la telepatia è sorprendente! Ho appena scritto un post su L’OMBRA DELLO SCORPIONE?
    Perchè non passi a dare un’occhiata?
    http://www.bloggers.it/oneblog
    CIAO da Alex

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  3. diatarniv says:

    Io il libro l’ho letto tipo ai primi anni del liceo ed anche a me non era piaciuto (anche se ricordo ancora decentemente alcune scene); non so se perche’ davvero non mi piacesse o perche’ tendevo a disdegnare i libri “imposti” dalla scuola.

    Ma sicuramente, se l’avessi letto 3-4 anni prima, l’avrei odiato con tutto il cuore: mi sembra che la tua prof abbia fatto un errore madornale assegnandolo ad una prima media.

    Il film l’avevo visto nello stesso periodo, non m’era dispiaciuto ma certo non mi aveva impressionato; diciamo che gli avrei dato 6. Recentemente mi e’ capitato di rivederlo ed e’ immediatamente assurto al rango di capolavoro.

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  4. bimbadispettosa says:

    io il gattopardo lo sto leggendo proprio ora! mi mancano una cinquaintina di pagine…ci sono delle descrizioni e delle similitudini pazzesche, che lasciano di stucco..(però mi hai detto la fine…e vabbè…).

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  5. anonimo says:

    che ricordi…
    chiamatemi pure per qualsiasi dibattito: 3384872498

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  6. claudiopaga says:

    questa si che e’ una bella idea, ti devo chiamare al cellulare per commentare il post, geniale!
    bimbadispettosa, i’m sorry!

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