La torre nera – I, L’ultimo cavaliere
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Tutta la mia generazione ha letto almeno uno Stephen King, spesso, chissa’ perche’, e’ "It", un libro troppo lungo e monotono, altre volte "Misery" o "Carrie" o qualche altro titolo a caso trovato in biblioteca o dal giornalaio in stazione Cadorna.

Piu’ di rado capita invece che il libro letto sia uno della saga della Torre Nera, iniziata da un King ancora diciottenne che scrive di un "Uomo in nero che fuggi’ nel deserto, e del pistolero che lo segui’", in cerca della sua Torre.  Forse perche’ anch’io il libro l’ho letto da teenager, l’eta in cui non si vede l’ora di scoprire dove sia e cosa si nasconda nella torre nera, L’Ultimo Cavaliere mi aveva affascinato, e io mi ero ripromesso di tornare alla saga quando il settimo ed ultimo capitolo sarebbe finalmente uscito. 

Ed ora che la serie e’ completa che sorpresa riprendere in mano dopo piu’ di 10 anni L’Ultimo cavaliere e ritrovarci la stessa magia.  King e’ riuscito a creare grazie al suo talento e ad un’immaginazione senza confini un mondo affascinante, che riconduce alle cose intime e preziose dell’uomo, in un’ambientazione che ricorda il duro e sporco West  dei film di Sergio Leone. 

Siamo guidati nel viaggio da personaggi mitici, come il cavaliere, l’ultimo rappresentante di una stirpe di pistoleri di un mondo crollato per forze e ragioni piu’ grandi e a noi sconosciute, e come l’uomo in nero, che il cavaliere rincorre da anni e con cui dovra’ confrontarsi sul cammino che lo portera’ (si suppone) ai piedi della Torre Nera.  Questo racconto cosi’ forte e immediato e’ il meglio di Stephen King;  la sua straordinaria immaginazione accompagnata da una scrittura scarna ed essenziale e senza le irritanti lungaggini e le mille ripetizioni di altri sue opere  rondono il mondo dell’ultimo cavaliere impossibile da dimenticare.

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5 Responses to

  1. Amonar says:

    innamorata di questa saga. innamorata di Roland e del ka-tet con cui King ci fa vivere questa avventura.
    io, da appassionata dello scrittore, ritengo che questa sia senza dubbio La Sua Opera.

    🙂

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  2. ladolcetempesta says:

    ma vedi chi si rivede ;.)

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  3. anonimo says:

    Aehm.. non ho mai letto NULLA di King. Non so perche’.
    Mi par di capire che tu suggerisci caldamente questa serie della torre nera, perlomeno rispetto ad It, che era quello che ho sempre pensato di leggermi.
    Qual e’ il primo libro della serie?
    emanuele/diatarn_iv

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  4. claudiopaga says:

    eheh, ciao Ema, sei l’eccezione che conferma la regola!
    il primo della serie e’ “L’ultimo cavaliere”, ma guarda che poi te li devi leggere tutti e 7 (e son migliaia e migliaia di pagine!)
    I migliori di King penso siano “The stand (L’ombra dello scorpione in italiano, che e’ anche il mio preferito in assoluto)” e Misery, gli altri miei preferiti sono “L’incendiaria”, “Pet sematary”, “La lunga marcia” le raccolte di racconti “Night Shift (a volte ritornano in ita)” e “Stagioni diverse” e poi bellissimo il suo saggio sulla scrittura “On writing”
    buona lettura!
    ps: sulla “torre nera” stanno pensando anche a farci un film, a proposito, hai visto gli oscar? son contento per no country of old man, mi era piaciuto enormemente anche se i dialoghi con accento sudista erano troppo difficili da capire!

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  5. anonimo says:

    Ho appena finito HP7 x cui le migliaia di pagine (e i molti “capitoli”) non mi spaventano.
    Piu’ che altro, vorrei trovarli in inglese (magari dalla biblioteca di Vimercate), che potrebbe non essere banalissimo.

    Gli Oscar questanno li ho seguiti poco e non ho un giudizio.
    Qui in Italia mi e’ molto piu’ difficile andare al cinema e quando vado (~1 volta ogni 2 settimane) tipicamente vado al cineforum di Osnago, che costa 4-5 euro (invece di >= 7euro) ma i film sono di qualche mese prima e/o scarsamente considerati negli USA: che so, “4 mesi 3 settimane 2 giorni”, che pure ha vinto a Cannes.
    Per cui di tutti i film nominati (per qualunque categoria) credo di essermi visto solo La mome (quello su Edith Piaf) e I’m not there (su Bob Dylan).

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