Concerti stonati – Black Rebel Motorcycle Club (2008)

brmcEra l’ultimo weekend di freddo e gelo  primaverile quando i black rebel motorcycle club arrivarono da Los Angels fino all’Happy Valley per suonare nel rinnovato State Theater, e noi andammo a vederli.  Mai prima d’allora avevamo assistito ad un concerto rock a teatro, trovando alquanto bizzarro il concetto di starsene comodi in poltroncina mentre sul palco si fa musica che dovrebbe cambiare il mondo, ma qua e’ cosi’ che stanno le cose, e quindi ci si piega e pure ci si spezza per una giusta causa di forza maggiore.
Per colpa della nostra inesperienza con simili attivita’ artistiche in luoghi inusuali contrariamente a tradizione arriviamo a teatro con largo anticipo.  All’ingresso c’e’ pure la perquisizione ma non si capisce a quale scopo, nei paraggi non c’e’ traccia di baby gangs o di terroristi con la barba lunga che si spacciano per rock fans.  Tra l’altro riesco comunque ad entrare con la mia digital camera, anche se i nostri biglietti ne riportano chiaramente l’origine illecita ed essere attivita’ perseguibile per legge federale bla bla bla.  Attendiamo impazienti l’apertura della sala, poi entriamo e ci accomodiamo nei nostri posticini sulla balcony, c’ho un sonno pazzesco ma devo resistere e rimango sveglio fino all’ingresso in scena della band di supporto, i Duke Spirit che arrivano addirittura da Londra, presentano una cantantessa bionda spavalda e bella gnocca ma sono un po’ troppo ripetitivi e mancano d’incisivita’, prevedo per loro una carriera in stenti e privazioni.

brDopo una lunga pausa dovuta a inconvenienti tecnici ecco apparire i BRMC.  Sono gli eredi dei Jesus and Mary Chain, la band e’ formata dai due fondatori, compagni ai tempi di liceo a San Francisco e da un batterista inglese, fanno musica psichedelica e un po’ noise, forse si avvicinano come genere ai Marlene, (che pero’ son piu’ bravi e cerebrali) eppero’ non si fanno disprezzare anche al primo ascolto.  Inanellano piu’ di ore filate di concerto, in cui alternano pezzi in cui provano a cavalcare le onde del Pacifico (tutti i californiani secondo me ci provano, ognuno a modo suo) a momenti piu’ intimi di sola voce e chitarra o altri piu’ melodici guidati dal piano, e alla fine ci convinciamo che il rock a teatro non e’ poi una cosi’ cattiva idea, e voi vi sarete ormai convinti che io di musica non ci capisco una mazza.

Advertisements
This entry was posted in No category and tagged . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s