La guida per andare al cinema d’estate preparati.

Contrariamente alla tradizione italica, l’estate negli stati uniti e’ la stagione dei blockbuster e dei grandi incassi al cinema, in quanto all’americano accaldato e lontano migliaia di miglia dal mare non rimane altro che rifugiarsi in sala per godersi la frescura dell’aria condizionata e i popcorn immersi nel burro.  Ed io, molto reattivo nell’assimilare gli usi e costumi locali, faccio lo stesso.  L’annata scorsa era stata fantastica, in compagnia di Sam, tipa inglese appassionata di cinema horror non c’eravamo persi neanche un’uscita, quest’estate invece con Sara, fan dei megaeroi e degli action movies bisogna sapersi accontentare, ci son tanti film discreti ma nessun capolovoro.  Ma eccoli qua in ordine di visione.

WALL-E (2008)walle

E’ la delusione del gruppo, a causa delle esagerate Great Expectations, come scriveva Dickens.  E questa piu’ che una critica al film e’ una critica alla critica: Immagino sia "cool" fra gli esperti cinematografici cantare lodi speriticate e lanciarsi in analisi immaginifiche e francamente imbarazzanti causa eccessivo lecchinaggio stile capigliatura di Panucci a qualsiasi cosa esca  dagli studi della Pixar, geniale casa di film d’animazione.  Cosi’ io vado al cinema aspettandomi il capolavoro dell’anno, perdipiu’ di fantascienza, e mi ritrovo con la solita storiella  dell’eroe che trova l’amore e salva a modo suo il mondo (con l’aggravante che questa volta la tipa e’ un robot asessuato).
Fra le cose che non funzionano, quella principale penso sia che da dei protagonisti-robot puoi cavare solo quel tot d’umanita’ (sopratutto se riescono a spiccicare 2 parole di numero) e quindi d’interesse.  Insomma, io per un robot raccogli-spazzatura simpatizzo anche, ma se i suoi circuiti di mille valvole vanno in tilt, beh, ce ne si fa una ragione e si passa a pensare ad altro.  Un secondo importante problema e’ che sara’ il 50esimo film catastrofico degli ultimi 10 anni, mi son scassato i maroni di vedere citta’ deserte e abbandonate, ormai son piu’ prevedibili di uno scudetto all’inter (eheh).  A sentire i soliti critici sembra quasi che WALL-E  per la prima volta sugli schermi genialmene intuisca la cattiva strada sulla quale si e’ messa l’umanita’, quando invece questa e’ chiaramente la tesi di base di tutto il genere fanta-catastrofista dai tempi della guerra fredda, anni 50 o giu’ di li’ direi. Inoltre, il citazionismo, in primis di "2001", talmente estremo da essere al limite del plagio. Con l’aggravante che HAL all’insubordinazione c’arriva quasi costretto dalla sua fragilita’ (umanita’?) qua invece la rivolta arriva di punto in bianco, con i robot che decidono in modo bizzarro che e’ ora di fare a modo loro.
Infine, qualcuno mi deve spiegare perche’ in WALL-E l’uomo, abbandonata la Terra, debba volare nell’iperspazio, passare galassie e arrivare a milioni di anni luce di distanza e non si possa invece comodamente parcheggiare con la sua astronave in una comoda orbita attorno al sole, se l’obiettivo ultimo e’ comunque far ritorno a casa. Ma come dicevo, non ce l’ho col film, e’ la critica menzognera che mi fa incazzare. 3 secchielli al film e 0 biglie alla critica.


The Happening (2008)
Specularmente, se della PIXAR si puo’ solo parlar bene delle nuove uscite di Shyamalan (il regista del Sesto senso) bisogna per forza dirne di tutti i colori, e’ un po’ il Mastella di Hollywood.

Invece The Happening si fonda su una felice intuizione, l’inspiegabile suicidio di massa degli abitanti delle grandi metropoli della costa Est, New York, Philadelphia e compagnia.  Il film ben alimenta la curiosita’ per la pandaricerca della causa scatenante della follia, sorprende e anche affascina e disgusta con le incredibili tecniche suicide che si sviluppano con il diffondersi prediso e quasi ineluttabile del contagio.  L’altro aspetto interessante del film e’ la direzione degli attori che costituiscono il piccolo gruppo di superstiti in fuga, che recitano come se posseduti da una calma e quasi fredda razionalita’ mentre il mondo attorno a loro sta crollando.  Al posto delle solite scene d’isteria e delle gesta da supereroi si rimane incuriositi dall’atteggiamento protagonisti, dalle loro reazioni di fronte al pericolo e alla orribile fine che si avvicina, e il film cosi’ si guadagna 3 ombrelloni e una sdraio.

Kung-fu Panda (2008)

Un gigantesco panda (voce del grande Jack Black) viene scelto dal destino per combattere la grande minaccia  al regno, la cattvissima tigre Tai Lung appena fuggita dalla prigione di massima sicurezza in cerca di vendetta.  La vicenda e’ simpatica, come direbbe Moratti, i personaggi ben riusciti, il ritmo sostenuto e un sacco di gags regalano a questo film 3 conchiglie e mezzo secchiello.

(fine primo tempo, la guida estiva al cinema continua col prossimo post con GET SMART, HANCOCK)

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