Letture intriganti – The Copenhagen Papers by Frayn & Burke

copC’e’ qualcosa di piu’ potenzialmente esplosivo di due amici che s’ingannano a vicenda? Probabilmente no, a meno che, come in questo bel libricino, i due amici si fermino poco prima del disastro.

Il primo amico e’, Michael Frayn  l’autore di "Copenhagen", il play teatrale di successo dove si mette in scena l’incontro  fra Heisenberg, il grande fisico al lavoro sull’atomica tedesca durante la seconda guerra mondiale, e Bohr, il suo amico e collega danese, uno dei fondatori della teoria quantistica e della nuova fisica del 900, nella Danimarca occupata dai nazisti.   L’incontro e’ avvolto nel mistero, cosi’ come e’ misteriosa la prigionia di Heisengerb e altri suoi colleghi tedeschi che alla fine delle ostilita’ per diversi mesi vengono segretamente custoditi dagli inglesi in una villa di campagna, Farm Hall, col fine di capire quanto vicini fossero i tedeschi alla bomba.

L’attore David Burke impersona Bohr nel play di "Copenhagen", come Frayn e’ affascinato dal mistero della storia e dall’amicizia (interrotta) dei due grandi fisici, ma e’ anche un gran simpaticone, e decide di preparare questo scherzo al suo sceneggiatore: gli fa pervenire, spediti da una certa signora Celia, alcuni fogli che sembrano essere il diario tenuto durante la prigionia da uno dei fisci rinchiusi a Farm Hall.  Frayn cade nella trappola, spera esaltato che questi nuovi documenti possano svelare cosa sia successo a Farm Hall, quanto Heisenberg sapesse davvero sulle reazioni nucleari, il suo rapporto con Bohr. Frayn inizia a tradurre i documenti, ne chiede a Celia di nuovi, chiede aiuto ad amici, fisici e traduttori coinvolgendoli nell’inganno.; fino a che, grazie alla soffiata di un altro attore, scopre di essere caduto in una trappola, il cui autore e’ proprio il suo amico Burke.

La storia qua si fa complicata, perche’ per non svelare l’identita’ della spia Frayn non fa saltare completamente il gioco, e non rivela a Burke la scoperta.  Burke da parte sua capisce che Frayn ha dei dubbi  ma non puo’ sapere che Frayn e’ anche a conoscenza dell’autore dell’inganno. Sarebbe questa la situazione spettacolare e perfetta per scavare nell’animo e nel rapporto dei due amici, il truffatore coi sensi di colpa, l’ingannato con la vergogna e il rancore per essersi fatto imbrogliare, E invece qua lo scritto perde d’interesse, perche’ invece d’entrare nell’intimo e nel personale gli autori cominciano a vagheggiare discutendo di realta’ e percezione, mondi immaginari e possibili od impossibili e simili astrusita’,  e fanno finire tutto a tarallucci e vino e amici come prima.  Rimanendo cosi’ una lettura intrigante, ma anche un’occasione persa.

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