Inter Milan 4-2

Non e’ la cosa piu’ semplice del mondo guardarsi un derby con un tre-enne fan di Nagatomo e una bimba di 20 giorni che ti urla affamata nelle orecchie (probabilmente ce l’aveva con l’arbitro) ma da quello che ho visto c’e’ stato di che divertirsi, peccato solo che il mio suocero milanista fosse ripartito x l’Italia proprio quella mattina.

L’unico risultato utile per entrambe le squadre e’ la vittoria, e cio’ manda in soffitta i tatticismi che spesso soffocano i derby (vedi l’andata). In piu’, dopo 15 minuti di sterile superiorita’ territoriale milanista l’inter passa a condurre: calcio di punizione, fuorigioco che salta (ma chi ha sbagliato, Pagliuca?), sponda di Samuel e Milito non perdona. Da quel momento per mezz’ora si vede la migliore inter degli ultimi 2 anni, con Guarin in particolare che sembra poter fare la differenza in mezzo al campo con pressing, tecnica e movimenti senza palla.

La partita cambia pero’ al 40esimo per un rigore regalato al Milan. L’arbitro sbaglia ma Boateng perfeziona il tuffo in area che gia’ gli era riuscito molto bene in precendeza in stagione: i voli in area sono una piaga del calcio che sembra impossibile da radicare ad ogni latitudine (in Premier quest’anno Young dello United si e’ creato una meritata fama di tuffatore, ma e’ solo l’ultimo della serie).

Dopo l’intervallo pronti-via ed il Milan e’ in vantaggio grazie ad una dormita della nostra retroguardia che ha lasciato la testa negli spogliatoi. Il Milan passa a comandare le operazioni ma l’Inter non molla e dopo un rigore non fischiato su Samuel Abate affossa Milito che pareggia dal dischetto. La partita e’ apertissima e Strama fa la sostituzione che potrebbe garantirgli la riconferma, inserendo Pazzini che poco dopo si guadagna un secondo rigore per un mani di Nesta sul suo colpo di testa. Maicon poi chiudera’ i giochi con un’incredibile minella all’incrocio regalando lo scudo alla Juve e causando un esaurimento nervoso ad Ibra.

I 6 punti nei derby lasciano ancora piu’ perplessi nei confronti della societa’ che ha sacrificato Etoo, Balotelli e Motta per limare il monte ingaggi senza reinvestire le risorse in un paio di centrocampisti di qualita’, una “strategia” che ci e’ costata la champions e e che alla fine non e’ valsa la candela. In una societa’ seria qualcuno dovrebbe assumersi le responsabilita’ del disastro presentando le dimissioni. Chiaramente all’inter cio’ non accadra’ mai e si continuera’ alla viva il parroco come sempre si e’ fatto nell’era Moratti.

Advertisements
This entry was posted in Inter and tagged . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s