A heart so white (Corazon tan blanco), Javier Marias, 4 stelline

Cosa succede quando ci si sposa? E’ un punto d’arrivo, un traguardo, o un nuovo inizio? Perche’ Juan si sente cosi’ a disagio dopo aver sposato Luisa? Forse perche’ la prima moglie di suo padre e’ morta poco dopo il matrimonio e il padre ne ha poi sposato la sorella? Lo si scoprira’ leggendo “un cuore cosi’ bianco”, che per me e’ una prima assoluta, nel senso che e’ la prima volta che leggo un libro spagnolo nella sua tradizione inglese; cio’ e’ stato un errore, perche’ mi sono poi accorto che avrei in realta’ potuto prenderne la traduzione in italiano da amazon.it, ma ormai e’ tardi e il libro letto e devo dire che l’esperienza non e’ andata troppo male.

Questo Marias ha uno stile molto discorsivo, si dilunga cosi’ tanto che non e’ difficile immaginarlo donna, ha l’abilita’ peculiare del dilatare il tempo del racconto all’estremo, partendo dalla descrizione di un particolare si immerge in ragionamenti e ricordi e viaggi mentali di pagine e pagine per tornare all’inizio con una visone nuova delle cose. A me e’ piaciuto per il suo modo di mettere in discussione il significato delle cose, anche quelle apparentement piu’ semplici o piu’ consolidate, per cercare di capirne l’essenza, che rimane valida nel presente di Juan, come nella generazione precedente dei suoi genitori ed in eterno come nelle opere di Shakespeare, che vengono spesso richiamate e da un cui verso trae origine il titolo del romanzo.

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