Gita al Bugone

bugoneAl ritorno natalizio in Italia son sempre pieno di piu’ o meno buoni propositi, quali trovarsi con i piu’ cari amici appianesi per fare due chiacchere (ed una partita a Risiko), mangiare piu’ pizza possibilile, andare a vedere l’Inter (a San Siro se si riesce, altrimenti al bar Centrale in piazza che va bene uguale), giocare una partita scapoli vs ammogliati a calcetto, bersi una Tennents al Pirata coi vecchi compagni delle superiori e cosi’ via. Ma quest’anno avevo un’idea in piu’, volevo portare Samuele a fare un giro in montagna e a vedere la neve, che il Lincolnshire e’ piu’ piatto di un tavolo da biliardo e lo scorso inverno e’ passato senza neanche una nevicata. Cosi’ ho cominciato a parlarne col Leo prima di Natale che l’ha subito trovata un’ottima idea, abbiamo recuperato scarponcini e dopo-sci e giacche a vento per grandi e piccoli, abbiam convinto un altro paio di appianesi ed eravamo pronti per il 28 quando e’ arrivato il gelo siberiano e la neve ad Appiano. Ci abbiamo allora riprovato per il 29, ma la baita della nostra prima scelta era chiusa (l’unico weekend di chiusura dell’anno, of course), cosi’ abbiamo provato a chiedere ad altri amici che ci hanno suggerito il rifugio Bugone sul Bisbino e anzi si son anche detti contenti di farci compagnia. Cosi’ la domenica mattina ci troviamo al parcheggio dell’Esselunga ad Appiano in dieci e partiamo quasi in orario ma riusciamo a perderci sulla via per Cernobbio, dove ci troviamo con gli amici del Leo a cui si era aggiunta un’altra famigliola di cui lui mi sembra famigliare e infatti prendendomi un po’ per il culo mi fa capire che una quindicina di anni fa ci vedevamo spesso che usciva con la compagnia di mio fratello, bella li’! Proviamo a salire un po’ in macchina ma dopo pochi minuti la strada si dimostra piu’ ghiacciata ed innevata del previsto cosi’ abbandoniamo gli automezzi e la truppa si mette in marcia e i bimbi (4 in tutto, piu’ la principessina Liv sempre tutta in rosa) finalmente son liberi di correre sulla neve, scivolare e rialzarsi e rischiare di finire in qualche burrone una decina di volte, fantastica la montagna. Si giunge in cima per poi ridiscendere nel gelo e vento polare del lato nascosto della vetta e dopo un’oretta ce la facciamo e arriviamo al Bugone, che c’accoglie caldo in un bello stanzone col camino acceso e l’aria affumicata. Samuele e’ affascinato dal fuoco del camino e ci si mette seduto di fronte per scaldarsi, Olivia invece e’ come al solito attratta dal cibo, e c’e’ una bella scelta fra polenta uncia che galleggia nel burro (squisita), pizzoccheri e zuppa di cipolle, se abitassi in montagna peserei almeno un quintale. Poi si esce a giocare sulla neve col bob, i bimbi son sempre i soliti spericolati e scatenati ne combinano di tutte, compreso un volo dall’altalena con atterraggio da brividi, ma dopo il caffe’ ripartiamo ancora tutti interi finche’ c’e’ ancora un po’ di sole, col Sami che guida il gruppo e Olivia che dopo qualche minuto si addormenta distrutta; viva la neve e viva la montagna, anche stavolta avremo un bel ricordo delle vacanze italiane da portarci al ritorno in Inghilterra.

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