The left Hand of Darkness – Ursula LeGuin, 4 stelline

thelefthandofdarknessLa copertina lo descrive come un classico della fantascienza, io il libro e l’autrice in realtà non li avevo mai sentiti, pero’ sul volo di ritorno dalla nostra ultima vacanza il mio vicino, un neo-universitario al primo anno di antropologia a Bristol mi ha assicurato che negli UK il libro e’ in effetti conosciuto e, secondo il suo parere, bello e “thought provoking”.
Ed in effetti se la parte fantascientifica a me e’ parsa fare più che altro da copertina quello che interessa all’autrice e’ invece l’esplorazione ed il rapporto col diverso ed e’ proprio con questo che la narrazione decolla.
Il romanzo racconta di un inviato di una coalizione interplanetaria in missione su un piccolo e freddo pianeta, “Inverno”, per convincerne gli abitanti ad entrare nel magnifico e progressivo club spaziale.

A complicare la missione ci sono un paio di fattori. In primis, la popolazione di Winter e’ molto simile a quella umana ma e’ di un solo sesso, diventa attiva sessualmente solo per qualche giorno al mese, quando si accoppia con un partner scelto al momento e al termine del quale ci si puo’ scoprire madri o padri.
L’altra particolarità di “Inverno” e’ che come s’intuisce dal nome, fa sempre un gran freddo, buona parte del pianeta e’ ricoperto da ghiacciai e le temperature salgono sopra lo zero solo per qualche mese all’anno. Perlomeno, non sembra piovere sempre come in Inghilterra. Ma il clima proibitivo ha avuto un’influenza profonda sui popoli d’”Inverno”, rallentando il progresso tecnologico e rendendoli piuttosto cauti, in quanto in quelle condizioni estreme una mossa falsa può essere catastrofica. Ed e’ quindi con molta cautela e diffidenza che l’inviato spaziale viene accolto sul gelido pianeta, e per far breccia nella popolazione dovrà passarne di tutti i colori e sopratutto guadagnarsi la fiducia di un brillante ministro della corte del re. Ed e’ nel racconto del rapporto fra l’inviato ed il ministro, il confronto fra i modi di pensare ed il superamento delle barriere culturali che il romanzo diventa brillante e “thought provoking”, una piccola gemma, un classico della fantascienza.

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