The Dead Lands, Benjamin Percy, 3 stelline

dead-lands-cover-300x300Questo romanzo prova ad immaginare cosa possa restare dopo un conflitto nucleare su scala mondiale. Non molto, a quanto pare, solo St Louis, ora chiamata il Santuario, circondata da mura che proteggono dalle creature mostruose mutate a causa del contagio radioattivo. Ma l’isolamento del Santuario ha termine quando una ragazza mutata giunge alle porte della città, con l’annuncio che altre comunità della costa Ovest sono sopravvissute al disastro nucleare. Parte cosi’ una spedizione in un ambiente estremamente ostile che porta i componenti del gruppo al limite fisico e sopratutto mentale, e solo in pochi arriveranno fino in fondo.

Come spesso mi accade per questo tipo di racconti ho trovato fantastica l’ambientazione, il mondo nuovo che si viene a creare quando l’ordine costituito crolla, i nuovi rapporti di forza, le nuove fondamentali qualità che emergono per conquistare la sopravvivenza. Il viaggio invece si e’ trascinato in modo un po’ random, un susseguirsi di terre desolate ed incontri con bizzarre e letali creature fino a che giunti alla meta l’autore non sapeva più che far succedere e ha chiuso un po’ cosi’, ad minchiam direbbe il buon Mr. Scoglio.

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Rugby festival

Prima dell’avvento di Claudio Ranieri a Leicester c’era gia’ una squadra tradizionalmente forte, ma non era il Leicester City Football Club bensi’ i Leicester Tigers del rugby, che con cricket e freccette sono i veri sport nazional popolari degli UK. Fra le varie nobili iniziative del club ci sono i “festival”, dove le squadre dei paesini della zona vengono invitate ad un mini-torneo organizzato dai Leicester Tigers, e quest’anno e’ stato anche il turno dello Spalding Rugby Club di Samuele.

tigers2La domenica si comincia con sveglia alle 7, la società ha noleggiato un minibus per il viaggio a Leicester ma quando alle 8 arriviamo al raduno per la partenza del minibus non c’e’ traccia. Proviamo a contattare l’autonoleggio ma ci dicono che i tipi che dovevano riportarlo la sera prima non si son fatti vedere e ci richiameranno, intanto comincia a piovere e ci si chiede se l’idea del minibus non sia stato un errore. Dopo un po’ si fa vivo l’autonoleggio, ci informano che i tipi stan facendo benzina e riconsegneranno il minibus a momenti, alle 9 effettivamente il minibus appare all’orizzonte, ci imbarchiamo e partiamo a razzo rischiando subito un frontale nelle strette stradine della campagna inglese. Il resto del viaggio invece va via liscio, conversando col coach di onde gravitazionali, dell’esplorazione di Marte e della cucina del Lincolnshire.

Arriviamo finalmente a Leicester con modesto ritardo, parcheggiamo allo stadio e ci tigers3mettiamo in marcia per raggiungere il campo di gioco ma ci informano che il torneo e’ dall’altra parte della città’, torniamo al nostro minibus e ci rimettiamo in moto, il secondo tentativo e’ quello giusto ed il torneo per nostra fortuna sta cominciando proprio quando arriviamo. I bimbi giocano una serie di partitelle di 20 minuti 4 contro 4, a parte la pioggia e il gelo e’ tutto perfetto, per i genitori al seguito ci sono anche salsicce e the bollente, uno spasso.

Dopo il torneo (4 vinte e 4 perse mi sembra) ci si rimette in moto e torniamo al parcheggio dello stadio di football, che e’ di fianco a quello di rugby, dove vediamo il Leicester distruggere una squadretta dei bassifondi della classifica qualcosa tipo 60-10, si vedono quindi tante mete ma i bimbi sembrano pitigersù interessati a scambiarsi le figurine dei rugbisti che han trovato nel pacchetto-regalo che il club gli ha dato all’ingesso.

Finita la partita si torna al minibus, durante il viaggio stavolta i bimbi sono distrutti e la pace e la quiete regna miracolosamente a bordo. Evviva il rugby, evviva i Leicester Tigers, ed evviva anche Claudio Ranieri.

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Letture

StonerStoner, J. Williams, 5 stelline

Questo l’ho scoperto leggendone la recensione di Bret Easton Ellis sul Corriere http://lettura.corriere.it/perche-stoner-e-un-vero-eroe/ , io non saprei scriverne meglio quindi vi conviene leggere direttamente quella, io posso solo dire che il romanzo mi e’ sembrato di una forza tranquilla e potente, il mio libro dell’anno.

 

There but for the, A. Smith, 4 stellinethere

Son mesi che l’ho letto quindi ormai non me lo ricordo gia’ piu’, e’ la storia insolita di un tipo che dopo una cena da conoscenti si rinchiude in una camera e non ne esce piu’. E’ un grande piacere scoprire un’autrice che scrive fuori dagli schemi, che usa le parole in modo nuovo, me lo son goduto questo romanzo.

 

Mourinho immmouportadaaginario, F. Matrolilli, 4 stelline

The special one, figura mitica per ogni interista, reinventato in questo libro che ci accompagna nella carriera del magnetico mister da Setubal. Da che se n’e’ andato, per noi e’ calato il sipario, ma forse anche per lui e’ cominciato il declino.

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Hackeraggio e recensioni varie

Non pensavo fosse possibile ed invece son stato vittima di un hackeraggio, eppure avevo scelto una password supersicura, olivia, davvero non capisco come abbiano fatto ad indovinarla. Cosi’ mi han riempito il blog di spazzatura, ma talmente tanta che la cosa piu’ semplice e’ stato ricominciare da capo, e quindi eccomi qua con le mie geniali recensioni, previsioni calcistiche e i miei buffi racconti d’avventure inglesi. E visto che per emigrare il blog ci ho messo mesi, di recensioni ne ho in quantita’, eccone un po’ in aggregato.

animalsWhen we were animals, J. Gaylord, 4 stelline

In una tipica cittadina dell’America rurale il passaggio all’adolescenza e’ piu’ netto, puro e brutale della norma, coi ragazzi che per qualche mese, nelle notti di luna piena, escono di casa e si impossessano delle strade e dei boschi, partecipando ad un’orgia di liberta’, violenza, sesso. Ma che cosa diventano, quando son cambiati, che cicatrici rimangono ai ragzzi queste notti senza limiti quando tutto e’ finito? Lo scoprirete leggendo. Bello e inusuale, forse un po’ piatto il finale.

Beauty and sadness, Y. Kawabata, 2 stellinebeauty

Questo Kawabata ha vinto il nobel per la letteratura, e io volevo colmare almeno in parte la mia lacuna di romanzi giapponesi, mi sembrava quindi che questo breve romanzo potesse fare a caso mio, ed ero sinceramente curioso di cosa scrivano in Giappone, il loro modo di interpretare le cose. Qua pero’ mi sono trovato di fronte una storia molto particolare, di un vecchio scrittore che anni addietro aveva fatto sesso con una ragazzina e ora la vuole rivedere, e parte per un viaggio per ritrovarla, ora che e’ diventata una pittrice di successo. Ma dei sensi di colpa di questo tipo sinceramente non potrebbe importarmi di meno, il romanzo e’ stato un po’ una delusione.

one-dayOne day, D. Nicholls, 4 stelline

Mi e’ sembrato un po’ la versione romanzo di Friends, con Ross e Rachel che si trovano e si ritrovano e crescono e maturano (piu’ o meno), se Friends vi piace qua andate sul sicuro. Qua la storia d’amore e’ seguita con la narrazione di un giorno particolare per 20 anni, da quando si due si conoscono in universita’, la prima vacanza assieme, le incertezze dei primi anni post-universitari, carriere che prendono il volo e poi crollano e cosi’ via. E’ una scrittura brillante, spesso divertente, un po’ prevedibile, un po’ come Friends insomma.

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Carrellata recensioni

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NEL MIO PAESE E’ SUCCESSO UN FATTO STRANO

Nel mio paese e’ successo un fatto strano, A. Vitali, 1 stellina
Se c’e’ una cosa dei romanzi che mi irrita ancor piu’ dei teenager piu’ maturi degli adulti sono gli adulti rincoglioniti, e questo ne e’ un buon (o pessimo direi) esempio. Sul ridente e annoiato paesino cala una strana nebbia fitta e puzzolente, che fa perdere non solo l’orientamento ma anche il senso del tempo. Per le 150 pagine dell’insolita avventura gli storditi protagonisti dibatteranno se quel giorno e’ sabato oppure domenica, domenica oppure lunedi etc etc, finche’ finalmente la nebbia si alza e tutti vissero piu’ felici e contenti di prima. Irritante.

The book of Daniel, E. L. Doctorow, 3 stellinedaniel

Ho scoperto di questo romanziere quando e’ morto, con Obama che l’ha definito uno dei piu’ grandi maestri della letteratura americana (o qualcosa del genere), mi sono percio’ incuriosito e ho letto questo book of Daniel, che e’ il racconto romanzato di un fatto vero, l’arresto e l’esecuzione di due comunisti americani, marito e moglie, di cui Daniel e’ il primogenito e dal cui punto di vista (in prima e terza persona, con salti improvvisi e ripetuti) la vicenda e’ narrata. E’ la denuncia dell’American nightmare, del suo lato oscuro, io l’ho trovato potente a tratti, ma in troppe parti troppo pesante.

 

Station Eleven, E. St. J. Mandel, 3 stellinestation1396625421069

Ho letto da qualche parte che la letturatura apocalittica e’ quella che racconta meglio il nostro attuale presente, citando alcuni romanzi, come questo Station Eleven, la storia di alcuni sopravvissuti ad un’epidemia pazzesca che porta letteralmente alla scomparsa della civilta’ e alla nascita di micro-comunita’ che sopravvivono fra la paura, la speranza, la violenza e culti dell’ultimo giorno. Dei bei personaggi e una storia che si legge veloce, ma non so se puo’ appassionare anche chi non e’ amante del genere.

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Brothers, Yu Hua, 1 stellina

broUn bel giorno mi sono accorto con orrore di non aver mai letto un libro di un autore Cinese, una rapida ricerca su google mi fa scoprire questo “Brothers”, descritto come “controversial”, “the most talked about novel in China this year”, mi sembra l’ideale per cominciare a penetrare questa misteriosa cultura e quindi me lo faccio subito mandare online. Il romanzo racconta la Cina degli ultimi 40 anni, dalla rivoluzione al turbocapitalismo in salsa comunista attraverso le vicissitudini 40 anni di due fratellastri, Baldy Li e Song Gang, inseparabili da ragazzi ma che poi il destino guidera’ su strade molto diverse. Purtroppo il libro si e’ rivelato molto palloso, e purtroppo e’ lungo piu’ di 600 pagine, arrivare in fondo non e’ stata una passeggiata. Nelle 600+ pagine succedono molte cose ma poche  davvero interessanti, con i vari personaggi troppo caricaturali che si imbattono in situazioni assurde reagendo come degli automi. Puo’ anche essere che questa sia una corretta rappresentazione della vita nella Cina moderna, ma di sicuro non ne fa una buona lettura.

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La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano, 3 stelline

la-solitudine-dei-numeri-primiLa sorte non ha servito delle belle carte ad Alice e Mattia, che portano i segni delle esperienze dolorose vissute da giovanissimi. Si conoscono alle superiori, si avvicinano perche’ percepiscono l’affinita’ delle comuni ferite ma il loro rapporto spesso non riesce a superare il muro alzato dalla loro solitudine.

Ho letto questo romanzo di formazione subito dopo “Light years”, passando dalla parola come forma d’arte a mezzo per raccontare una storia. Salter usa situazioni comuni per raccontare l’abisso in cui sta cadendo la famiglia americana, Giordano invece salta di anno in anno scegliendo i momenti piu’ drammatici che segnano i due ragazzi, per una storia intensa e commovente.

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